Definizione di criptovaluta

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Quando si parla di criptovalute con qualcuno non del mestiere, si ottiene sempre la stessa risposta: “sono delle monete virtuali”.

La maggior parte delle persone pensa che le criptovalute siano soltanto delle “monete virtuali” e un “mezzo di pagamento virtuale”. Niente di più sbagliato!

Dietro una criptovaluta ci potrebbe essere un ecosistema completo, un semplice progetto, una modalità di pagamento, un mero servizio alla blockchain “madre”, un software indipendente, una catena di ristoranti che vende kebab, ecc. Ma non tutte le criptovalute diventeranno un mezzo di pagamento o verranno scambiate in un bancomat (come succede per il Bitcoin).

criptovalute for dummies

Per comprendere le criptovalute possiamo ricorrere ad alcune semplici metafore.



Una blockchain è come un Paese virtuale, ma con la differenza che senza la blockchain il Paese muore.
In questo Paese ci sono delle regioni, ossia blockchain secondarie che è possibile creare su quella principale.
Nel Paese si utilizza una moneta di riferimento, ovvero la criptovaluta della blockchain madre. Ma anche ciascuna regione ha una sua moneta: sono le criptovalute delle blockchain secondarie.
In questo Paese ci sono imprenditori che hanno dei progetti, creano società e hanno bisogno di denaro per finanziarle. Organizzano quindi una raccolta fondi sulla blockchain madre (ICO) o su quelle secondarie (se la blockchain principale lo permette).
Al termine di questa operazione, gli investitori ricevono varie unità di una nuova criptovaluta, simile a un’azione della società. Se la società ottiene buoni risultati, il prezzo della criptovaluta sale; se invece la società fallisce, la quotazione della criptovaluta viene ritirata.
Questi progetti (società) possono essere indipendenti o funzionare con il Paese, ad esempio una società che vende kebab è indipendente, non avrà bisogno della blockchain madre per funzionare. Al contrario, una società potrebbe creare una piattaforma di pagamento le cui transazioni sono effettuate tramite la blockchain madre (il Paese).
Per migliorare il Paese (la blockchain), alcuni sviluppatori creano dei nuovi servizi (ad es. la possibilità di criptare, proteggere/rendere anonime le operazioni fatte nella criptovaluta di base della blockchain). Per mettere a disposizione questo nuovo servizio e far pagare al Paese le commissioni per il suo utilizzo, è più semplice creare l’equivalente di una società e, pertanto, una nuova criptovaluta.
Infine, in questo Paese vivono delle persone (noi) e operano delle società reali (come Microsoft) che utilizzano i servizi proposti.

Un importante spunto di riflessione: perché le società che vengono create e che non hanno alcun legame con la blockchain reperiscono fondi in questo Paese virtuale piuttosto che nel proprio Paese “reale” (ad es. l’Italia)?



Una raccolta fondi, la quotazione in borsa o l’accensione di un prestito presso una banca non sono nella realtà facili da ottenere. Gli imprenditori vogliono proprio che le criptovalute siano sotto i riflettori: più se ne parla, più finanziamenti riescono a ottenere a costi più bassi.

Facciamo un esempio per aiutarvi a capire: perché è stata creata la criptovaluta VIBE (VideHub)? Questa criptovaluta può essere equiparata a un’azione della società Vibehub e VideHub altro non è che un software per creare video o ologrammi. In pratica, non presenta alcun legame con la blockchain ma questo gli ha permesso comunque di reperire fondi. Un po’ come se “Adobe” (conoscerete sicuramente adobe acrobat reader, il software per aprire i file PDF), invece di recarsi presso la sua banca o rivolgersi alla borsa valori, avesse preferito reperire i fondi su una blockchain. Alcuni potrebbero ribattere dicendo che VIBE ha comunque bisogno della tecnologia blockchain per far funzionare i “LIVE”. Ovvio che sì. Forse non ho scelto l’esempio più adatto. Tuttavia, il nocciolo della questione è che determinate raccolte fondi avvengono oggi tramite le ICO perché questa operazione consente alle società di reperire finanziamenti in modo più agevole e rapido rispetto all’accensione di un prestito in banca o all’introduzione in borsa.

Se mi avete seguito fino a questo punto, allora avrete capito che:

- è meglio evitare le criptovalute delle “società” che non hanno alcun legame con la blockchain;
- è più interessante investire nella blockchain di una società piuttosto che in una società che utilizza la blockchain per funzionare. Questo perché una buona società fa aumentare il PIL del Paese. Al contrario, una società “quotata in criptovaluta” e che utilizza la blockchain nella sua offerta di servizi, farà gioco forza salire il valore della blockchain (e dunque della criptovaluta da essa controllata).
NB: non è un caso che, attualmente, le monete elettroniche con le migliori valutazioni sono tutte criptovalute delle blockchain principali.
NB: prima di acquistare, informatevi bene su cosa si nasconde dietro una criptovaluta.

Se ancora non avete capito, ditemelo pure. Se avete domande, non esitate a porle.
Infine, spero che abbiate compreso meglio cosa si intenda per “criptovalute” e che non le consideriate più un semplice mezzo di pagamento con denaro virtuale.



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