Prezzo delle materie prime: fattori d’influenza

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Sui mercati finanziari i prezzi delle materie prime sono molto volatili. Spesso si punta il dito contro le speculazioni, accusandole di causare queste variazioni; tuttavia, è in realtà l’evoluzione dell’offerta e della domanda a essere il principale responsabile del loro andamento. L’offerta e la domanda evolvono costantemente sulla scia di fattori a breve e lungo termine. Ed è proprio l’incontro di questi fattori a far fluttuare i prezzi delle materie prime.

Evoluzione dell’offerta di materie prime



Fattori a breve termine

- Condizioni meteorologiche: spesso sotto i riflettori sui media, le intemperie climatiche (cicloni, inondazioni, siccità, ecc.) fanno crollare l’offerta delle materie prime. Il maltempo causa infatti un raccolto scarso, riducendo pertanto l’offerta. L’impatto è più o meno importante in base a se il Paese interessato è un grande produttore di una specifica materia prima. Ad esempio, una forte siccità in Francia influirebbe sensibilmente sul corso del grano (essendo la Francia il 4° produttore mondiale di questa risorsa). Al calo dell’offerta corrisponde un aumento dei prezzi delle materie prime.

- Crisi politiche: nel mondo si verificano numerose crisi politiche, soprattutto nei Paesi africani e del Golfo. Questi Paesi sono degli importanti produttori di materie prime a livello globale, come l’Iraq (7° maggiore produttore di petrolio). Quando uno di questi Paesi attraversa una crisi politica, si creano forti incertezze sull’offerta mondiale. Inoltre, questi eventi sono molto spesso imprevisti e generano incertezze sui mercati finanziari, provocando di conseguenza un aumento dei prezzi delle materie prime.

- Prezzo degli idrocarburi: se il prezzo degli idrocarburi (petrolio, gas, carbone, ecc.) aumenta, si incrementeranno anche i costi logistici associati al trasporto delle materie prime e i costi di esercizio. Questo si traduce in un aumento globale del prezzo delle materie prime. Al contrario, una diminuzione del prezzo degli idrocarburi esercita una pressione ribassista sui prezzi delle materie prime.

Fattori a lungo termine

- Politiche economiche: quando un Paese importatore di materie prime cambia la sua politica agricola, questa decisione ha un forte impatto a lungo termine sull’offerta. Se uno Stato decide di sviluppare la propria agricoltura, aumenterà ad esempio i sussidi per gli agricoltori, consentendo loro di espandere la propria attività ed effettuare nuovi investimenti (e incrementando in questo modo le capacità di produzione). Di recente, in Europa, sono state adottate nuove politiche agricole rivolte anche ai giovani agricoltori .

- Politiche commerciali: la liberalizzazione degli scambi con l’apertura delle frontiere e una riduzione delle imposte sulle esportazioni favoriscono gli scambi commerciali. Si assisterà pertanto a un calo del costo delle esportazioni, evento che spinge gli agricoltori ad aumentare la produzione per soddisfare una domanda crescente. L’offerta aumenta quindi progressivamente. La riduzione delle imposte sulle importazioni ha lo stesso impatto.

- Innovazione tecnologica: la tecnologia evolve costantemente e consente di migliorare la produttività delle aziende. Ad esempio, alcune macchine sostituiranno l’uomo per lo svolgimento di un particolare compito, oppure una macchina verrà sostituita da un’altra con migliori performance. Questo comporta un aumento delle capacità produttive per soddisfare una domanda mondiale in costante crescita.

Evoluzione della domanda di materie prime



Fattori a breve termine

- Tasso di cambio del dollaro: gran parte delle materie prime è quotata in dollari americani. In linea generale, un rialzo del dollaro causa un calo dei prezzi delle materie prime, favorendo un aumento della domanda. Al contrario, se il dollaro diminuisce i prezzi aumenteranno, con conseguente flessione della domanda.

Tuttavia, l’impatto di un rialzo/ribasso è più o meno significativo in base al “peso” degli Stati Uniti sulle importazioni della materia prima in questione. Se gli Stati Uniti sono un grande importatore di una materia prima, un aumento del dollaro influisce in misura maggiore sulla domanda mondiale. Infatti, il rialzo del dollaro consente agli Stati Uniti di importare una quantità superiore di materie prime per un importo in valuta equivalente. Questo sostiene quindi le esportazioni degli altri Paesi verso gli Stati Uniti. Se la domanda mondiale aumenta, i prezzi salgono e la pressione alla vendita associata al rialzo del dollaro risulta pertanto più contenuta.

Al contrario, se gli Stati Uniti sono un grande esportatore di una materia prima nel mondo, la pressione alla vendita sul prezzo della materia prima risulterà più forte. Infatti, l’aumento del dollaro rende meno appetibili i prodotti americani, riducendo la domanda mondiale e, pertanto, accentuando il calo dei prezzi (associato al rialzo del dollaro).

Fattori a lungo termine

- Congiuntura economica: la domanda mondiale di materie prime dipende dall’attività economica e, più nello specifico, dall’attività industriale dei grandi Paesi importatori. In presenza di una congiuntura negativa, la domanda è meno solida. Se la congiuntura è positiva, la domanda aumenta. Più un Paese è un grande importatore di una materia prima, più la sua attività economica avrà un impatto significativo sul prezzo della stessa.

- Progresso tecnico: l’innovazione tecnologica è tra i principali fattori che influiscono sulla domanda mondiale. Infatti, il progresso tecnico consente di ridurre i consumi di materie prime. Un’innovazione può limitare i consumi di una macchina (ad esempio i motori delle automobili che consumano sempre di meno) o proporre un prodotto che sostituisce la materia prima. È ad esempio il caso del settore tessile, con la fabbricazione di fibre sintetiche, oppure delle auto elettriche che non sono alimentate a benzina (o ne utilizzano piccole quantità).

Conclusione



I prezzi delle materie prime variano costantemente in ragione dell’evoluzione dell’offerta e della domanda. I fattori a breve termine tendono a creare volatilità sui mercati finanziari, mentre quelli a lungo termine determinano la tendenza globale. Con lo sviluppo dei Paesi emergenti e la crescita della popolazione mondiale, l’offerta è chiamata a rispondere a una domanda tendenzialmente crescente. Se l’offerta fallisce in tale compito, i prezzi aumentano.

Le speculazioni sono spesso accusate di essere i principali responsabili delle variazioni a livello di prezzi. Per quanto aumentino la volatilità dei prezzi delle materie prime, non sono altro che reazioni agli eventi associati all’andamento dell’offerta e della domanda. In molti casi, la reazione è eccessiva e questo crea un significativo aumento della volatilità sul breve termine.

Sul lungo termine, l’offerta e la domanda sono i fattori chiave per la determinazione del prezzo di una materia prima.

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