Relazione tra tasso di cambio e tassi d’interesse

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L’andamento del tasso di cambio e quello dei tassi d’interesse presentano una forte correlazione. Una modifica dei tassi influisce direttamente sul valore della valuta rispetto alle altre e si ripercuote inoltre su trader e investitori.
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Impatto di un aumento dei tassi d’interesse sul tasso di cambio



L’aumento dei tassi d’interesse incrementa la remunerazione degli attivi denominati nella valuta interessata, attirando, di conseguenza, un numero maggiore di investitori.
Un aumento dei tassi consente inoltre di contrastare un’inflazione eccessiva. L’inflazione fa perdere valore a una valuta sul mercato dei cambi.

Un aumento dei tassi d’interesse influisce pertanto in modo positivo sul valore di una valuta. Ad esempio, se negli Stati Uniti vengono aumentati i tassi, in teoria il dollaro dovrebbe apprezzarsi rispetto alle altre valute. Pertanto, il tasso di cambio della coppia EUR/USD dovrebbe diminuire.

Impatto di una riduzione dei tassi d’interesse sul tasso di cambio



La riduzione dei tassi d’interesse diminuisce la remunerazione degli attivi denominati nella valuta di riferimento e favorisce l’inflazione. Pertanto, la valuta interessata si deprezzerà rispetto alle altre. Ad esempio, se negli Stati Uniti vengono tagliati i tassi, in teoria dovrebbe aumentare il tasso di cambio della coppia EUR/USD.

Differenza tra teoria e pratica



Quanto esposto sopra non è altro che la teoria. Nella pratica, un aumento o una riduzione dei tassi può avere l’effetto opposto sui tassi di cambio. Nella lettura dei dati economici, la tendenza dell’indicatore è molto più importante del dato in sé. Inoltre, è necessario fare attenzione al consenso. Se la maggior parte degli investitori si aspetta un aumento/una riduzione dei tassi, il tasso di cambio sconterà l’annuncio prima ancora che venga fatto. Se invece l’annuncio prende di sorpresa il consenso, in genere le variazioni sui tassi di cambio saranno più significative.

Impatto sui trader



L’andamento della remunerazione di attivi denominati in una valuta ha un impatto immediato su tutti i trader. Infatti, ogni sera alla chiusura della seduta sul mercato dei cambi, il broker effettua un’operazione di Swap. Vi sarà versato il tasso d’interesse sulle valute che avete acquistato e dovrete pagare il tasso d’interesse sulle valute che avete venduto. L’operazione di swap riguarda il differenziale del tasso d’interesse tra due valute.

Ipotizziamo che avete aperto una posizione di acquisto sulla coppia EUR/USD. I tassi d’interesse sono i seguenti: 1% per l’euro e 2% per il dollaro. In questo caso, sulla vostra posizione riceverete l’1% e pagherete il 2% d’interesse. Il differenziale di tasso vi è sfavorevole e, per conservare la vostra posizione il giorno dopo, dovrete pagare.

Impatto sugli investitori



L’andamento del differenziale del tasso d’interesse tra 2 valute può generare delle operazioni di carry trade. Il carry trade può a sua volta creare delle tendenze a lungo termine sui tassi di cambio. I trader acquistano le valute che presentano un tasso d’interesse elevato e vendono quelle con tassi d’interesse più bassi. Di conseguenza, gli swap di cambio sono a loro vantaggio e possono, in determinati casi, sfruttare anche la tendenza favorevole del tasso di cambio.

Se investite in azioni o obbligazioni estere, è pertanto molto importante considerare l’andamento del tasso di cambio tra la vostra valuta e quella in cui sono denominati i vostri attivi. Se l’andamento del tasso di cambio è sfavorevole, questo contributo negativo può annullare, in tutto o in parte, la plusvalenza o persino rendere perdente il vostro investimento.

Facciamo un esempio. Acquistate delle azioni giapponesi e realizzate una plusvalenza del 15%. Se, nel frattempo, la coppia EUR/JPY cede il 15%, la vostra operazione è nulla. La plusvalenza è infatti denominata in yen e dovete convertirla in euro.

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